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… pubblicato in Brasile lo scorso marzo, è già in ristampa la seconda edizione.
In Italia è di prossima pubblicazione.
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Descrizione
Tra Brasile e Italia, passato e futuro, Marea è un romanzo che attraversa oceani e generazioni per raccontare la forza invisibile della memoria femminile.
Ana Paula de Souza, psicologa e scrittrice brasiliana emigrata in Italia, incontra Julia Lopes, un’anziana connazionale ospite di una casa di riposo a Napoli. Da quel legame nasce una ricerca che è, al tempo stesso, indagine accademica e viaggio dell’anima: un ritorno alle origini, alla voce delle donne che la storia ha dimenticato.
Attraverso diari, quaderni e memorie orali, Ana ricostruisce un mosaico di esistenze in cui le vite di Julia, di Sara e delle generazioni successive si intrecciano come correnti marine. La scrittura diventa resistenza contro l’oblio, il mare un simbolo dell’eterno ritorno del tempo.
In un futuro dominato dalla tecnologia e dall’illusione del controllo, Marea celebra la vulnerabilità come forza, la parola come cura e la memoria come atto di libertà.
Con una prosa intensa, poetica e sensoriale, Vilma Bieniek costruisce una narrazione che unisce introspezione, storia e spiritualità, rivelando l’onda profonda che lega le donne di ieri e di domani.
Un romanzo di identità, perdita e rinascita — un inno alla voce che resiste, anche quando il tempo cerca di cancellarla.
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Marea è un romanzo sull’identità come corrente ciò che fluisce e ritorna, mutando forma.
Bieniek costruisce una cartografia della memoria in cui l’esperienza migratoria si intreccia con la condizione femminile, e il passato coloniale del Brasile si specchia nell’Europa del futuro.
Il suo linguaggio, denso di simboli, riflette una sensibilità ecologica e spirituale: il mare diventa entità viva, testimone del tempo e metafora dell’inconscio collettivo.
Nella parte conclusiva, con il ritorno di Ana a Acaraì, la storia si trasforma in un rito di riconciliazione: tra le donne, tra i tempi, tra vita e morte.
La marea finale, che tutto unisce e tutto separa, chiude il cerchio: l’onda del ricordo non si arresta, ma continua nel lettore.
A mio giudizio; Siamo dinanzi a un’Opera di raro equilibrio tra profondità filosofica e tensione narrativa, Maré si colloca nel solco delle grandi narrazioni femminili di memoria – accanto a Clarice Lispector, Natalia Ginzburg e Elena Ferrante – ma con una voce autonoma, capace di fondere realismo psicologico e mito.
È un romanzo che invita a leggere il tempo come un organismo vivo, e la scrittura come atto di sopravvivenza.
Rossella Tempesta, 2025
